“Il calore dei buchi neri è una Stele di Rosetta, scritta a cavallo di tre lingue — Quanti, Gravità e Termodinamica — che attende di essere decifrata…”

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Così Carlo Rovelli fisico teorico, responsabile dell’Equipe de Gravité Quantique del Centre de Phsysique Téorique dell’Università di Aix- Marseille in “Sette brevi lezioni di fisica” edito da Adelphi (2014).

ludwig-boltzmannNon sono un fisico, essendo un marketer, e ritengo di non capire quasi nulla in proposito (scusate ehm..), ma l’argomento mi strega.

Non sapevo molto circa l’esistenza di Ludwig Boltzmann, il fisico austriaco incompreso che morì suicida nel 1906 a Trieste, che per primo aveva capito la casualità (incredibile!) del fenomeno che fa sì “che il calore va dalle cose calde alle cose fredde e non viceversa”.

Per chi conosce perfettamente i principi della Termodinamica probabilmente, però, è molto diverso.

Prosegue Rovelli: “Il motivo è che è statisticamente più probabile che un atomo della sostanza calda, che si muove veloce, sbatta contro un atomo freddo e gli lasci un po’ della sua energia, che non viceversa”….”Portare la probabilità al centro delle considerazioni fisiche e usarla addirittura per spiegare le basi della dinamica del calore fu considerato assurdo all’inizio….”.

L’argomento è molto affascinante: qualcuno più preparato di me, professionista nell’Hvac/r, ha voglia di intervenire magari con un contributo scientifico? Sarebbe molto bello, grazie!

Io intanto ringrazio Carlo Rovelli per il fascino del suo bellissimo libro ed il dott. Alberto Ferrero per avermelo fatto conoscere. Una sorpresa bellissima e magica.